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Il tartufo di Luigi viaggia con un clic



Eugenia Petrillo per Appennino Food Group sulla rivista Food&Beverage

Cercare e trovare un tartufo è una vera e propria arte e la loro ricerca è tutt'altro che facile. C'è chi di questa arte e di questa ricerca ha fatto un mestiere dando vita ad un'impresa: è il caso di Luigi Dattilo, quando fondò la sua Appennino Funghi e Tartufi, che oggi è diventata Appennino Food Group e si trova a Savigno, nel bolognese.

Tutto ebbe inizio 32 anni fa, quando Luigi Dattilo oggi uno dei tre soci, insieme al fratello Angelo e a Roberto Fattore allora diciassettenne che, invece di farsi regalare una Golf GTD per quando sarebbe diventato maggiorenne, mise quelli che al tempo erano 6 milioni e mezzo di lire per comprarsi un cane di razza Pointer di nome Geo che si rivelò un grande cacciatore di tartufi.

La passione per i tartufi di Dattilo è nata in conseguenza a quella per gli animali ed è successiva all'incontro con il suo cane Geo.Insieme ai genitori, di origine calabrese, e al fratello Angelo, la famiglia Dattilo viveva in un appartamento al sesto piano a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, dove Luigi teneva in terrazza una gallina, un coniglio, un allevamento di lombrichi, un alano dal nome Arlecchino e un gatto. Fin da piccolo pareva che la peculiarità di saper allevare animali, tanto da essere riuscito ad avviare un redditizio. quanto innocuo, commercio di lombrichi. I genitori capirono ben presto che l'appartamento in città non poteva bastare per le ambizioni del figlio e comprarono il terreno a Monteveglio che subito diventò la casa di canarini e piccioni, fino a quando non arrivò Geo, il cane da caccia a cui insegnare a scovare tartufi. 

Il terreno di Monteveglio è il luogo in cui Luigi Dattilo trascorse l'infanzia e anche quello in cui trovò il suo primo tartufo bianco: "Ho iniziato ad andare a tartufi e visto che ne trovavo molti ho fatto un po' di conti: se con un cane trovavo due etti di tartufo alla settimana, con due cani ne avrei trovati 4 o 5, Non avevo soldi per comprarmi un altro cane, quindi ho fatto accoppiare il mio maschio di due anni è mezzo. Della cucciolata, Dattilo si prende Pillar che, una volta addestrata, rivela fin da subito il suo talento. "Ho barattato una bella quantità di tartufi per un frigorifero e ho iniziato la mia attività. Andavo in giro sulla mia moto Ktm 250 con il cane sopra, anche d'inverno, per andare a vendere i tartufi ai vari ristoranti.

Quella che sembrava una fissazione adolescenziale si è rivelata un'impresa dalle enormi potenzialità e dalla sola raccolta dei tartufi nei boschi sulle colline bolognesi, dove alle estremità ci sono alberi di nocciolo e all'interno piante ad alto fusto, piante madri come querce e pioppi, si è passati a uno stabilimento produttivo. Oggi Appennino Food Group ha 80 dipendenti; il suo fatturato nel 2017 è stato di 9,5 milioni di euro, nel 2018 è cresciuto a 10 milioni e ora, attraverso un programma triennale, punta a conseguire un giro di affari di 15,3 milioni entro il 2021. "Già a distanza di sei mesi afferma Luigi Dattilo quello che avevamo previsto nel 2018 lo stiamo portando avanti in maniera pedissequa. Il salto è stato fatto quando Angelo, mio fratello, è entrato in società iniziando a occuparsi della produzione. Nel 1998 ci siamo organizzati a livello produttivo con una struttura di nostra proprietà a Monteveglio, poi nel 2012 ci siamo spostati a Savigno".

Appennino Food Group, nato come laboratorio  artigianale di tartufi, oggi è un'impresa allargata che dal 2015 in giro per il mondo tutti i prodotti dell'Appennino grazie a tecnologie avanzate che gli consentono di proporre una grande varietà di prodotti d'eccellenza: non solo tartufo, e i suoi derivati, ma anche burro, olio e creme di formaggio, funghi porcini surgelati o essiccati e una serie di condimenti per pasta del brand La Dispensa di Amerigo che vanno dal Ragù Tradizionale Bolognese al Ragù di Selvaggina (cinghiale, capriolo e cervo), dal Cacio e Pepe alla Carbonara, con l'obiettivo di conquistare i ristoranti del mondo.

Per quanto riguarda il tartufo non tutto quello commerciato da Appennino Food Group è italiano, l'85% proviene da cinque regioni, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Abruzzo e Umbria, il resto da Paesi confinanti: "Esportiamo negli Stati Uniti e in Europa, in Spagna, Germania, Svizzera, Inghilterra e Belgio-racconta Luigi Dattilo- Stiamo lavorando molto bene negli Emirati Arabi, a Dubai, Hong Kong, Macao, Shanghai e Singapore. Abbiamo realizzato anche una cosa che nessun'altro ha mai fatto: con un clic, qualsiasi chef, in qualsiasi parte del mondo, entra nelle nostre celle frigorifere e può scegliere il tartufo fresco che desidera, che viene subito spedito e arriva direttamente nella sua cucina". Di ogni tartufo vengono forniti tutti i dettagli, dalle dimensioni, al peso. al colore, dal profumo alla data e al luogo di ritrovamento: ogni chef può conoscere tutto del suo tartufo a 360°. È un'innovazione che offre al mondo del tartufo inedite di raggiungere ogni luogo del mondo con un semplice clic.

Grazie a Eugenia Petrillo per l’articolo





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