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Tartufo,l'oro dell'Appennino



Bologna Today per Appennino Food Group

Il fondatore di Appennino Food Group, nato a Savigno nel 1988, svela alcuni segreti su quello che definisce “Un lusso che si può concedere” e sui prodotti che ne derivano.

Luigi Dattilo oltre trent’anni fa ha fondato la prima e unica società per azioni legata al mondo del tartufo. Lo ha fatto a Savigno, sull’Appennino bolognese e da qui deriva la scelta del nome Appennino Food Group: “L’Italia è il Paese che nel  mondo produce più tartufo, un prodotto che in Asia rappresenta una sorta di riscatto sociale e che per non più che un lusso è una coccola da concedersi di tanto in tanto.

“Appennino Food Group nasce nel 1988, unica S.p.A nel mondo del Tartufo – spiega l’AD e fondatore - siamo 50 dipendenti e abbiamo sede nel bolognese, a Savigno. Sostanzialmente acquisto la materia prima per trasformarla e venderla fresca. Serviamo principalmente ristoranti e distributori e con l’associazione abbiamo un progetto legato alla qualità”.

Come scegliere i tartufi e i prodotti a base di tartufo? “Fare una buona scelta in realtà è molto semplice: basta guardare gli ingredienti e soprattutto notare quanti sono. Più sono e meno il prodotto è di qualità. Quando si parla di prodotti a base di tartufo si fa riferimento ai burri, al tartufo a fette, agli olii e cosi via. Il problema sta nel tipo di aroma che viene utilizzato: se il gusto è morbido e rotondo allora è naturale se invece l’odore è penetrante e addirittura nauseante allora l’aroma è sintetico”.

E c’è chi non la digerisce. Chi lo trova pesante… “La digeribilità del tartufo è del 98%, quello che risulta non digeribile sono i surrogati di basso livello fatti con molecole da laboratorio per cui l’organismo non product gli enzimi per sintetizzarlo”.

Tartufo, dove comprarlo quindi? Come riconoscere quello buono?. “Quello buono ha il ‘CCP’, ovvero (acronimo coniato da noi in azienda) la consistenza, il colore e il profumo. La consistenza non deve essere troppo morbida o troppo dura, il colore deve essere brillante e non opaco, il profumo delicato, morbido e rotondo”.

Come valorizzarlo in cucina? “Rispettandolo. Creandogli portate sulla quale possa dare il meglio di sé, molto neutre e rotonde a base di formaggi freschi per esempio. Le uova sono un veicolo straordinario per il tartufo. Meglio non usarlo su carni rosse e selvaggina, non su basi acide come il pomodoro. Gode quando ha delle portate grazie, va benissimo con la pasta (tagliatelle, tagliolini, paste ripiene ma non arrogoanti ) mentre il riso lo sconsiglio a priori.

Di seguito il link con il servizio completo: https://www.bolognatoday.it/cronaca/tartufo-appennino-savigno-food.html

 

Grazie a Bologna Today per l'articolo





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